Cartelle Esattoriali: cosa succede se non riesci a pagare

Non pagare le cartelle esattoriali entro i termini stabiliti può comportare conseguenze gravi e difficili da affrontare.

Non pagare le cartelle esattoriali entro i termini stabiliti può comportare conseguenze gravi e difficili da affrontare. Il rischio principale è entrare in un circolo di azioni legali e amministrative che mirano a far recuperare i debiti fiscali dovuti all’Agenzia delle Entrate. È fondamentale gestire tempestivamente la situazione e valutare le opzioni disponibili, che comprendono la possibilità di contestare il debito o chiedere una rateizzazione.

Le cartelle esattoriali sono emesse per richiedere il pagamento di tasse, contributi o sanzioni dovute allo Stato o ad altri enti pubblici. Se non si provvede al pagamento entro 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate può attivare misure di tutela del credito, come il fermo amministrativo dei veicoli o l’ipoteca sui beni immobili, con il rischio di esproprio o pignoramento.

In caso di difficoltà economiche, è possibile richiedere la rateizzazione del debito, che può arrivare fino a 120 rate in base alla situazione del debitore. Tuttavia, in assenza di beni pignorabili, il recupero del credito potrebbe essere sospeso, ma le conseguenze penali legate all’evasione rimangono valide.

Chi si trova in difficoltà con troppi debiti può richiedere l’annullamento di parte del debito o fare ricorso a professionisti specializzati per risolvere la situazione di sovraindebitamento. Tuttavia, è importante sapere che i debiti con l’Agenzia delle Entrate decadono dopo 5 anni dalla notifica delle cartelle esattoriali.

Redazione

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